Stampanti 3D: pronti a mangiarle

Stampanti 3D: pronti a mangiarle

18.LUG.2014

La gastronomia del XXI secolo non riguarda solo la cucina, ma anche la ricerca di nuovi modi utili e attraenti per farla. Una delle ultime tendenze è basata sulla tecnologia delle stampanti 3D. Queste macchine permettono di stampare oggetti in 3D, in questo caso parliamo di alimenti, con un design preventivamente scelto attraverso un computer. Il procedimento seguito da un prototipo di tale tecnologia consiste nel preparare precedentemente il cibo (ad esempio, tagliarlo, bollirlo o passarlo se necessario) e introdurlo in capsule, con lo scopo di trasformarlo in inchiostro per stampare le nostre ricette. Questo metodo fornisce molte opzioni in fase di creazione di nuove ricette con ogni genere di ingredienti, persino con il prosciutto spagnolo Joselito proveniente da maiali nutriti a ghiande.

 

Concepito in realtà per persone con problemi di masticazione, è stato creato anche per preparare cibi salutari in modo rapido e semplice, senza dover passare ai cibi precotti o surgelati. I prodotti utilizzati per “stampare” queste ricette sono naturali, possono essere acquistati nei supermercati  e non hanno bisogno di essere trattati con conservanti per essere cucinati con questo dispositivo. In aggiunta, la consistenza del cibo preparato con questa macchina lo rende molto facile la creazione di presentazioni sorprendentemente bellissime.

 

Questa è una nuova tecnologia che attiverà anche la combinazione e lo sviluppo di nuove consistenze, che è desiderio e aspirazione dei migliori chef del mondo. Ad esempio, Ferran Adrià mostra questa speranza con la ricotta create in maniera speciale per Joselito LAB: il consommé gelée Joselito, fatto con gelatina, in cui egli trasforma la classica consistenza del consommé in una sorprendente gelatina. Nel prossimo futuro vedremo il passaggio e lo sviluppo di queste stampanti 3D e se nel caso avranno successo mentre cercano di diventare una comune applicazione casalinga nella nostra cucina.

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